Fine

Non riesco neanche ad avere il tempo per chiudere Radio Riot.

Ciao gente, Flavio e Riccardo se ne vanno. Abbiamo messo le valigie in macchina, abbiamo dato un'occhiata al motore - vecchio, ruvido, ma può andare - e ci siamo tenuti alla larga dal guardare il contachilometri: il totale ci spiazzerebbe.
E' tutto mare aperto dietro di noi. E' tutto mare aperto avanti a noi.
Sapete quanti anni avevamo quando è iniziato tutto questo? Quando abbiamo messo su una radio, la prima web-punk radio italiana? Quando abbiamo giocato a fare la terza webzine sul punk e l'etichetta do it yourself? Quando ci siamo immersi nel mare di news e concerti e dischi che allagavano la Penisola? Avevamo 19 e 22 anni, quando abbiamo trasmesso e pubblicato e scritto e detto e fatto e sbagliato e creato qualcosa.
Adesso ne abbiamo dieci di più.

Dieci anni di Radio Riot. Tanti auguri. Buone feste. Stappiamo una bottiglia e beviamoci su. E' stato un bel gioco, ma è stata una cosa seria. Abbiamo creato qualcosa e in larga parte grazie a voi, grazie agli ascoltatori e ai critici. Abbiamo lavorato con un sacco di gente e la maggior parte non l'abbiamo mai vista in faccia, ma la dobbiamo ringraziare con calore. Abbiamo dato il nostro contributo al punk, al d.i.y., alla musica e alla proposta di alternative.
Soprattutto, però, sapete cosa ci tengo a ricordare? Perdonatemi, sarò un po' egoista e un po' nostalgico, lo so. Però, in tutto questo, Riccardo ed io abbiamo soprattutto fatto ardere il fuoco di un'amicizia che ha attraversato il decennio, s'è portata via il secolo, ha fondato il nuovo millennio. Questo ci rimarrà per sempre.

Radio Riot chiude qui. Per voi, ma soprattutto per noi.
Abbiamo amato queste pagine e le ore, le migliaia di ore che gli abbiamo dedicato. Ora, come tutto, è tempo di chiudere il libro per cominciarne un altro.
E' stato un bel lavoro, una bella storia, un bel fare, non c'è che dire. Grazie.

Saluti, gente, ci vediamo nel pit,
Flavio e Riccardo

Tutti zitti.

Shh. Shh. Sottovoce.
Quasi due mesi e mezzo di silenzio. E poi?
Shh. Shh. Un altro post strano? Vero, lo sviluppo dei lobi frontali ha subito un taglio di fondi, bisogna parlare chiaramente.
Non so se ne sono in grado.

La musica punk italiana fa schifo.
Tecnicamente siamo migliorati tantissimo, sia nell'approccio agli strumenti, sia in sala di registrazione, sia nel campo della vendita e promozione del gruppo. La creatività però è pessima, dato che continuiamo a suonare cose strasentite e già tentate da altri. Roma ha grandi nomi? Roma fa cagare, non ha mai proposto niente di veramente innovativo, creativo, personale. Torino, capitale della sperimentazione, s'è addormentata. Milano, un buon connubio tra i due, non sa più che dire. Il Sud ha una grande energia, ma per qualche ragione non emerge come dovrebbe. Tutto questo naturalmente con le dovute eccezioni. Tutto questo naturalmente accomunato dal fatto che tutto quello che viene fatto e speso viene fatto e speso in nome del cazzo e della merda. In nome del cazzo perché la teoria del "pene mi dà pane". In nome della merda per il rimando a Piero Manzoni. Acc, dimenticavo il taglio di fondi di cui sopra. Traduco: si fa punk perché "è bello" e "fa figo" e, non lo so, magari qualcuno guadagna pure degli spiccioli o si ritaglia la sua fettina di fama. Stop. Non si fa per altro. Il che, per me, è stupido: avreste dovuto fare hip hop (e avreste dovuto cominciare già da qualche anno), perché dava molte più possibilità in quel senso; e non ditemi che è una questione di "attitudine", perché a parte che ci sono alcune radici e idee in comune, ma poi a mettersi un berretto, una t-shirt, i 3/4 e le Converse (che, vi ripeto, sono della Nike eh, tanto per dire) e a farsi un tatuaggio non ci vuole nessuna attitudine. Nemmeno ad unire a tutto ciò una dieta vegana della durata di 2/3 anni (e condita dal bere Coca Cola, magari).

Dall'altro lato abbiamo pure il punk dei centri sociali, degli squat, dell'anarcho punx e così via. Che una motivazione intrinseca ce l'ha ancora, ma che è talmente intrinseca che non gliene frega un cazzo a nessuno. O meglio, è talmente intrinseca che non arriva da nessuna parte. E' come quando uscì "Titanic" e c'era quella ragazzina italiana che andò a vederlo 60 volte: dopo un po', mi dico io, che cazzo ti vai a vedere? Cioè finisci per doppiare in diretta tutti i personaggi. Ah... scusate, l'ho fatto di nuovo. Traduco (e a questo punto già vi sembro tanto superbo e spocchioso: ma lo sono eh, e so di esserlo e... no, non mi piace, però boh, lo faccio, così, senza senso... così rimango in tema): a stare dentro agli squat e i csa e dire "Contro lo Stato non è reato" e "Berlusconi ci hai rotto i coglioni" non è cambiato NIENTE. Un cambiamento efficace dà risultati veloci. Quelle frasi e quei modi di fare hanno avuto un senso di cui sono il primo a riconoscerne l'importanza. Ora sarebbe il caso di fare il passettino in più, no? Invece no, c'è un bel meccanismo di abituazione. Siamo tutti arrabbiati (io sono arrabbiato, perlomeno), o delusi, o insoddifatti (ocio: annoiati non più! Vi ricordate quando il punk esprimeva pure noia? Ormai non più. Figurati se nell'epoca della PSP, della WII, dei vari iPod, iPad, iPhone, iFuck, di YouPorn, di MSN e dell'essersi chiusi in casa a far niente, o anche con gli amici, ma sempre a far niente, figurati, dicevo, se in tutto questo bordello del niente ci si può annoiare) però non si fa nulla di concreto per cambiare la situazione. Ce la strilliamo solo tra di noi, la situazione. Sabato sera pizza e birra, parliamo di quanto va male questo governo, e lunedì... mah, chi ci pensa più, e se qualcuno ci pensa comunque non agisce, e se agisce, se va bene, tira una molotov contro una sede di Forza Nuova. Evviva! Ha cambiato il mondo! Ha risolto i nostri problemi! Del tipo che ho scoperto che qui da me c'è una bisca di giovani e davanti un bar gestito da neo-nazi e affianco un tatuatore dello stesso colore e affianco ancora un negozio sulla stessa linea che prima vendeva (ai giovani della bisca) le magliette di Lupin e adesso quelle con su scritto "Molti nemici, molto onore". Tutte le vostre molotov e i vostri concerti non sono serviti a niente, anzi, questi si moltiplicano e fanno proseliti coi ragazzini della bisca. Ahh, ma il bello è che il mio caro amico Paul Watzlawick la sapeva lunga quando diceva che in questi casi, in cui una soluzione non funziona, l'uomo tenta una ipersoluzione. Praticamente dice: "Questa cosa che ho fatto non funziona? Ah... si vede che devo farla di più!". Quindi tirerete ancora più molotov e fare ancora più concerti, e con questa gente finirà un po' come quel personaggio degli X-Men che più lo menavi e più si moltiplicava. Della serie che Gesù Cristo non vi ha insegnanto niente. Traduco: l'hanno ammazzo, ma non mi sembra che oggi nessuno sappia chi è. Ma è storia moderna, perché se ci fate caso (ma solo se ci fate caso eh, è molto difficile da notare) è la stessa cosa che la sinistra fa con Berlusconi (e Berlusconi è diventato quel personaggio degli X-Men, col risultato che la sinistra s'è pure resa responsabile di avermi fatto andare sui coglioni una delle mie serie a fumetti preferite).

E Radio Riot in tutto questo?
Oh, lo sapete che abbiamo fatto dieci anni? Davvero eh! Tipo qualche settimana fa. Dieci anni di Radio Riot. Penso che sia bello suicidarsi al proprio decimo compleanno. Ha un bel... non lo so, ha qualcosa di simbolico. Magari avesse pure qualcosa di incisivo! Ma non ce l'ha, non come vorrei, almeno. Anche perché, mea culpa, siete in dieci (come i nostri anni!) a leggere queste pagine. Il che vi riempie di responsabilità. Traduco: i messaggi, una volta colti, sono colti; dipende da voi decidere cosa farne, decidere se sono buoni o no, decidere qualunque cosa in merito, ma non potete fare finta di non averli letti.

Insomma, suicidio?
Boh, vedremo.

La radio non si spegnerà

Ahh, lo so ci ho messo tanto, tipo... non lo so, tanto. Ma che importanza ha, dopotutto? Ieri è ieri e non c'è più, oggi e domani invece contano ancora. Quindi sappiate che da domani in radio ci saranno un'ottantina di nuovi pezzi. E... stop. Buon ascolto.

Questa sera: Piter e Cose Perse in radio!

Stasera il sottoscritto sarà presente con le Cose Perse alla trasmissione online Radio Noize, all'interno di Transizione Di Fase. Si parlerà di do it yourself, di punk, di scena italiana e naturalmente del gruppo, con live acustico e alcuni inediti. L'occasione è buona, dato che parlare di come vanno le cose (da qualunque punto di vista) mi sembra un buon modo per dare un LA quando bisogno (sperando di accordarsi e fare un buon concerto tutti insieme).

Quindi, stasera, ore 21, Transizione Di Fase.
Buon ascolto!

Fare rivoluzione con una canna

Vade retro! Che nessuno provi a dire che Radio Riot è. Radio Riot NON E'. Non è mai stata e non sarà mai. Nessuno se ne appropri. Nessun colore. Nessuna posizione. Al massimo condividiamo la circoscrizione della A, ma assolutamente niente di più.
Dico ciò a scanso degli inevitabili equivoci che seguiranno a questo video. Perché uno surfa nella rete e becca cose interessanti, che condivide e condivide, ma pubblicarle sul proprio sito vuol dire beccarsi un'etichetta. Giammai! Tenetevele per voi, le etichette, e per le banane. Noi preferiamo dirvi al massimo di togliervi gli iPod dalle orecchie per qualche minuto, in particolare a partire dal 6°.

Buona visione.

Vivi in un'era di caos psichico.

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Dalla descrizione della distro:
"Se 29 etichette diy (una delle più ingenti coproduzioni di sempre) supportano nel 2010 le idee e i valori dei Kalashnikov, post-atomic-punk band da Milano, qualcosa dev'esserci dietro. Non basta essere tecnicamente perfetti. Non basta curare bene le registrazioni. Non basta scrivere testi incisivi. Non basta inventare booklet di cinquanta pagine con racconti e disegni. Non basta un'idea do it yourself applicata al pensiero e alla vita quotidiana. Dietro questo disco c'è qualcosa di più. E capirlo, capire perché ad ogni nuovo disco ci sono sempre più etichette (da tutto il mondo) che decidono di supportare i Kalashnikov, mi sembra essenziale per comprendere una possibile direzione per il do it yourself italiano."

Ma abbiamo un'altra cosa da dire.
Con questa coproduzione, la trentesima fatta da Radio Riot, i prezzi dei dischi non esistono più. Impariamo proprio dai nostri amici Kalashnikov, che già da diversi anni hanno deciso di ribaltare la logica ordinaria, che vuole che sia il venditore a imporre il prezzo. Dal 2010 non esiste più il prezzo dei dischi. Non imponiamo più la nostra idea di quanto dovresti pagare per un CD o per un vinile. Decidilo tu! You decide! Dai tu valore a ciò che compri, al disco, al suo artwork, alla sua realizzazione, all'originalità della musica, all'incisività dei testi, alle idee che ci sono dietro, alle persone che l'hanno realizzato. La realtà dovrebbe essere come noi la creiamo, e non come viene imposta.

Sul prezzo del materiale presente nella nostra distro, noi alziamo le mani. Continueremo a proporvi dischi, idee, persone: voi gli darete il valore che ritenete più giusto.

Niente di nuovo nella Scena #15

Dovrei scrivere un'introduzione, ma è tardi e ho una telefonata da fare.

- ci chiedono se siamo in linea con lo spirito autoproduttivo e libertario: eccerto che siamo in linea! Quindi non possiamo non prestare attenzione ai PlasticP, sardi punk rockers che mettono online il loro disco, completo di copertine, per farvelo ascoltare. Peraltro, cosa notevole, per chi lo volesse toccare con le proprie mani sono disponibili delle copie realizzate con materiale riciclato: fantastique!

- è uscito il nuovo disco dei... ah, no, ma questi fanno grunge. Ma la smettete di mandarmi roba che non c'entra niente con quel che facciamo noi? Qui c'è gente che cerca di lavorare!

- i Labile da Bergamo stanno ultimando il loro nuovo lavoro e intanto cercano etichette diy per avere una mano. Voi ci siete? Se sì, potete ascoltare qui i pezzi in pre-mix. Il tutto è fatta nella sacra ottica dell'autoproduzione, con copertine fatte a mano in cartoncino: e due!

- allora, è una notizia di qualche settimana fa, ma non fa nulla: i Boys On Dolls cercano 1/2 coproduttori per far uscire il loro nuovo dico. Già il vecchio era niente male, quindi quest'ultimo ("Someone Shouts", 19 pezzi di punk/trash hc) dovrebbe mantenere le aspettative. Per ora dentro ci stanno Rebelabel, Fire-Stil-Burns, Dischirozzi, Lemming Records e altra gente. Tra cui spero voi.

- You Suck!, che non è solo un insulto ma anche un gruppo Cremona/Mantova, cercano coproduttori (insomma, oggi è una news dedicata alla ricerca di coproduttori, se non l'avevate capito). Fanno roba buona: hc old school anni '80 con un mix di r'n'r; dicono che richiama Minor Threat, Vitamin X e i nostrani Die!, il che potrebbe essere molto fico, soprattutto se unito a testi con tematiche legate al diy. I ragazzi hanno in mente di fare sia vinili 7" che CD: secondo me la cosa migliore è il vinile 7" con dentro il CD, ma io che cazzo centro? Contattateli e scommettete!

- veniamo a qualcuno che non ha bisogno di coproduttori, cioè la veterana Anfibio Records, che orgogliosa di annunciare l'uscita di "Briganti", nuovo CD dei Razzapparte, che se non sapete chi sono non fa nulla, ma un po' grave lo è, dato che suonano da 15 anni. Mix di 12 tracce tra Oi!, HC e qualche episodio dub. La playlist ve la risparmio, che a me non me n'è mai fregato niente; poi magari a voi frega, ma in tal caso fatevi il vostro sito e pubblicatevi la vostra news con tanto di playlist, senza rompere le palle a me.

- vi mancava un gruppo che cercasse coproduttori? Sono gli Overturned, che hanno registrato 11 pezzi masterizzati da Tino Paratore. Cos'è venuto fuori? I giudici siete voi.

- e infine qualcuno che non cerca coproduttori ma solo ascolti: sono i Karoshi e potete ascoltare i loro pezzi qui. Uh... ah no, mi sono sbagliato: anche loro cercano coproduttori e magari pure un altro gruppo, ché vogliono fare uno split su 7". Bella lì!

Martedì 4 maggio!

Di Radio Noize già ne ho parlato qui, ma ripetersi non fa mai male.
Peraltro, come dicevo, il sottoscritto sarà in diretta il 18 maggio con le Cose Perse. Sta venendo fuori una bella cosa, dato che si sta scegliendo una scaletta di gruppi italiani niente male. Vedremo di preparare qualcosa di significativo e di buono per l'italica penisola.
Nell'attesa domani c'è il secondo appuntamento, a cui vi consiglio di non mancare.

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Logiche di mercato

C'è questa cosa fantastica che è la logica umana.
Aspettate, vi racconto una storia.
In pratica c'era questo psicologo sociale, Robert Cialdini, che ha fatto studi sulla comunicazione eccezionali - per essere più precisi, sulla persuasione. Un giorno gli telefona un'amica che vende preziosi, dicendogli che è successa una cosa strana. Il suo negozio è in una nota località turistica e aveva messo dei topazi (mi pare fossero topazi) a un prezzo conveniente, sicura di liquidarli in poco tempo. Niente, nessuno li compra. Abbassa ancora un po', ma il risultato non cambia. Così, dopo qualche settimana, esasperata lascia un foglio al negozio con istruzioni di abbassare i prezzi della metà. Ma la sua collega, a cui era morta la maestra in 2a elementare, non capisce la calligrafia e legge di dover raddoppiare, anziché dimezzare, il prezzo dei topazi. Risultato: i topazi a prezzo raddoppiato vengono venduti tutti nel giro di una settimana.

La storia è vera (a parte la morte della maestra in 2a elementare).
La cosa bella è che noi siamo qui, no? Dico, voi ed io, punk e balle varie. E tutta la discussione su questo contro quell'altro, su io non sarò come voi e minchiate di questo genere. "Minchiate" non perché non siano cose giuste et vere (anzi!), ma perché sono intrise di un profondo senso di pigrizia ipocrita e deficenza intellettuale che tanto si dice e poco si fa. E quindi succede che, magguardaunpo', le stesse logiche funzionano anche qui. Esatto! Nel Magico Mondo Del Punk! Da non crederci eh? Che polli...

Quindi, se io vi dico che Yann Boisleve di www.punk-hardcore.info mi manda una mail con scritto che tuuuuutti i CD del suo catalogo adesso stanno a 3 euri (più spese), e che questi CD sono tipo 800, forse poi dovrei pensare anche di dire a Yann che non gli conviene mettere tuuuuutti quei CD a 3 euri, ma che gli conviene molto di più metterli a 6-7, così ne venderà di più e con un guadagno maggiore - con buona causa del d.i.y., dato che quei guadagni andranno in nuove coproduzioni e supporto di belle situazioni. Gli unici a rimetterci sarete voi, ma in realtà anche no, dato che comunque sareste andati a comprare i dischi da un altro tipo che invece non ci pensa neanche per nulla a mettere i dischi a 3 euri.

Svelato l'inganno, fatevi sotto! Non voi compratori, che ormai siete fregati, ma tutti i distromani che sanno di essere alle prese con dei muli per i quali non vale la pena mettere un albero salvifico a sbarrare un percorso sbagliato: ci andranno sempre a sbattere, incapaci di cambiare strada.

15 maggio: Independent Ways (Maddaloni, CE)

"Nel marzo del 2008, presso il laboratorio Sociale MillePiani, si tenne una importante 3 giorni di discussione su autoproduzioni, creative commons e media indipendenti. Riflessioni e incontri a cui fu dato il nome di INDEPENDENT WAYS, vie indipendenti di autoproduzioni, distribuzione e mediattivismo. Internet Point su piattaforma linux, officina pc, la prima diretta di Radiossina, masterizzazione selvaggia e condivisione di materiale autoprodotto. Tutto questo fu alla base della 3 giorni.

Sono passati due anni di sperimentazioni e produzioni indipendenti, durante i quali abbiamo maturato nuove idee e nuovi progetti.

Il collettivo CopyRiot e il Laboratorio MillePiani ora sentono l'esigenza di confrontarsi con nuove realtà, di costruire rete con soggettività e spazi autogestiti che sostengono tutte quelle situazioni che si sottraggono alle logiche commerciali del business musicale. Stiamo promuovendo una serie di incontri ed iniziative scadenzate nel tempo, dislocate in più spazi, con l'obiettivo di creare una circolazione indipendente, consapevole e critica delle autoproduzioni.

Cominciamo dal Centro Sociale 28 Dicembre di Maddaloni, il 15 maggio. Sarà l'occasione per condividere esperienze già attive: il circuito nazionale Do It YourSelf e il progetti di Ostia ACI PROJECT e AUDIORESISTANCE. Saranno presenti inoltre una serie di banchetti e infoshop di autoproduzioni, non solo musicali.

Sabato 15 - presso Centro Sociale 28 dicembre, Maddaloni (CE)
"Independent Ways - step 1"
Giornata delle autoproduzioni e del baratto

dalle 16.00
apertura banchetti e aperitivi

ore 18.30
Nuove vie indipendenti di autoproduzioni e distribuzioni
Do It YourSelf - AutoDistribuzione - autoproduzione

presentazione:
ACI PROJECT
AUDIORESISTANCE

ore 21.30
The Inpepateds [hardpopdisaster da ostia]
Light The Bob [soccer-sci-fi punkrock da ostia]
Cose Perse [punk d.i.y.]

Streaming audio su www.radiossina.info

Centro Sociale 28 dicembre Maddaloni
Laboratorio Sociale MillePiani
Collettivo CopyRiot
Via San Francesco d' Assisi 222 (Ex De Nicola-zona Trivio)"

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